Palma Rustica (Chamaerops Excelsa)

Le Chamaerops sono piante molto conosciute ed apprezzate in tutto il mondo. Alcune specie crescono anche in Italia e non è difficile notarle lungo i litorali o nei giardini. Esistono diverse varietà che si differenziano per alcune importanti caratteristiche, come Chamaerops hystrix o Chamaerops ritchiana Griff. Oggi voglio parlarti della Chamaerops excelsa, che differentemente dalle altre, ha la capacità di adattarsi anche ai climi più rigidi.

Conosciuta anche come Trachycarpus fortunei, ovvero palma della fortuna, la Chamaerops excelsa è una pianta appartenente alla famiglia delle Arecaceae ed è originaria di alcuni territori dell’Asia sub-tropicale, in particolare dalle regioni montane e temperate.

Rispetto alle altre varietà, è una pianta rustica che ben si adatta al clima temperato dell’Italia ma è in grado di resistere anche alle basse temperature invernali delle regioni più a nord, perfino in caso di gelo e neve.

La Chamaerops excelsa è caratterizzata da dimensioni medie, infatti, a maturità riesce a raggiungere circa 10 m di altezza. Appartiene alle specie sempre verdi, quindi mantiene le foglie anche durante la stagione invernale.

E’ dotata di un apparato radicale molto sviluppato ed un fusto eretto, il quale è ricoperto da fibre marroni (filamentose ed intrecciate) da cui dipartono i piccioli. Questi ultimi terminano all’apice con foglie verdi brillanti dalla consistenza coriacea, le quali nascono intere ma con il tempo vanno incontro ad un processo di sfrangiamento, determinando la formazione di ventagli che possono arrivare anche a un metro di larghezza. Osservando attentamente le foglie, infatti, si può notare in alcuni casi la presenza sui bordi di residui filamentosi. Tuttavia, con il passare del tempo le porzioni più apicali delle foglie possono diventare pendenti.

Come per altre piante angiosperme, la riproduzione è affidata alla presenza di fiori che nascono durante la stagione estiva; hanno una colorazione tendente al giallo e sono raggruppate in strutture definite “pannocchie” che in seguito producono delle bacche scure.

Terreno Ideale per la Chamaerops Excelsa

Per chi non ha a disposizione un giardino, la Chamaerops excelsa può essere piantata in vaso. Riesce, infatti, ad adattarsi anche nei luoghi più angusti, poiché la sua crescita è in altezza e non occupa molto spazio.

Rispetto ad altre piante che hanno ritmi decisamente più lenti, questa varietà cresce molto velocemente anche se maggiormente a dimora nel terreno, infatti in vaso non supera 3-4 di altezza mentre in campo può raggiungere anche 10 m di altezza.

Per quanto riguarda il tipo di terreno, la Chamaerops excelsa non ha particolari esigenze e si adatta facilmente. Un aspetto da non sottovalutare è la presenza di ristagni, che possono favorire l’indebolimento della pianta.

Clima Ideale per la Chamaerops Excelsa

La Chamaerops excelsa è una pianta che si adatta a qualsiasi clima, anche se teme maggiormente il caldo che il freddo. In Italia si possono trovare numerosi esemplari sopratutto nelle regioni più settentrionali, come la pianura Padana.

Coltivazione della Chamaerops Excelsa

La Chamaerops excelsa necessita di un terriccio che deve essere necessariamente umido, in quanto non ama la siccità. Deve essere annaffiata in maniera regolare tra i mesi di Marzo e Settembre, aumentando la somministrazione di acqua nei periodi più caldi.

Come molte specie vegetali, anche questa pianta necessita di un rifornimento di nutrienti in periodi specifici: se la pianta è tenuta in vaso, la concimazione dovrà essere effettuata con una dose di concime liquido una volta al mese (occorre dimezzare la dose indicata sulla confezione) mescolato nell’acqua d’irrigazione; se invece l’esemplare è messo a dimora nel terreno, alla fine della stagione invernale si dovrà somministrare concime granulare, facendo attenzione che nella composizione chimica siano presenti microelementi come ferro e calcio.

In genere, le Chamaerops non devono essere potate ma vengono asportate le foglie più secche e più basse per evitare che possano essere un veicolo per le malattie della pianta. In particolare, devono essere rimosse alla base del picciolo.

In alcuni casi, può accadere che le punte delle foglie si secchino per la bassa umidità; quando ciò accade, le parti più apicali possono essere direttamente rimosse con l’aiuto di una forbice precedentemente disinfettate (alla fiamma).

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