Tayberry (Rubus Fruticosus x Idaeus)

Il Tayberry è un interessante incrocio tra la mora e il lampone. Può essere dunque definito a tutti gli effetti un ibrido. Il brevetto vero e proprio è abbastanza recente e risale al 1979. Questa varietà nasce in Scozia e prende il nome dal fiume Tay. La famiglia di appartenenza della pianta è quella delle rosacee. 

Il frutto si presenta con una forma piuttosto conica di circa 5 cm di lunghezza e con una colorazione rossa molto accesa.

Il Tayberry si sviluppa come gli arbusti della stessa famiglia superando i 6 metri di lunghezza complessiva, esattamente come gli altri frutti di bosco.

Al palato risulta dolce e squisito ma al tempo stesso leggermente acidulo. Il profumo è notevolmente aromatico e il sapore può essere definito proprio come un incontro tra la mora e il lampone.

I frutti possono essere consumati freschissimi direttamente dalla pianta oppure si possono raccogliere per la preparazione di prelibate marmellate da conservare in appositi barattoli e gustarle durante l’anno.

Questo frutto ha anche proprietà benefiche antiossidanti e, nonostante un ridotto contenuto in termini di calorie, è molto nutriente e ricco di fibre.

Terreno Ideale per il Tayberry

Il Tayberry non ha particolari necessità riguardo al terreno, con l’unica accortezza di evitare un suolo calcareo. Preferibilmente potrebbe trattarsi di una terra leggermente acida rispetto a quella utilizzata per esempio per le verdure dell’orto. La moltiplicazione della pianta può essere effettuata per polloni, ovvero i getti che nascono alla base e che devono essere asportati insieme alla porzione di radici. In ogni caso quando si procede con la messa a dimora della pianta bisogna assicurarsi che l’apparato radicale sia abbastanza umido. Si potrebbe pensare di bagnarlo con una veloce immersione in un secchio d’acqua per poi posizionarlo nella buca. La zona dove viene trapiantato l’esemplare deve essere profonda almeno 30 cm e il diametro della buca dev’essere anch’esso come minimo di 30 cm. Se viene lasciato crescere il Tayberry può superare i 6 mt ma è consigliabile procedere con potature regolari per favorire la produzione di frutti ed aiutare la pianta a crescere meglio. La dimensione ottimale sarebbe intorno a 2 mt. Dal momento che la pianta produce molti polloni si può intervenire selezionando i tralci e lasciando solo un numero che varia da 3 a 5 nuovi getti basali, ovviamente preferendo quelli che all’apparenza sono più sani e forti.

Clima Ideale per il Tayberry

La pianta di Tayberry si adatta a condizioni climatiche anche differenti tra loro purché non si tratti di temperature soffocanti. In Italia può crescere e produrre frutti sia nelle zone collinari sia in pianura nelle regioni del nord. Quando si va a trapiantare mettendolo a dimora, bisogna avere la certezza che l’ultima gelata stagionale sia ormai passata. In alternativa si può procedere nei mesi di ottobre o novembre. Durante questo periodo negli anni successivi si può anche intervenire con una concimazione organica per arricchire il terreno e per favorire la crescita. Il Tayberry può essere collocato a tutto sole oppure a mezz’ombra, visto che si tratta comunque di un frutto di bosco.

Coltivazione del Tayberry

Per quanto concerne le patologie è superfluo ricorrere a trattamenti specifici antiparassitari. La pianta di solito non viene quasi mai attaccata né da parassiti né da malattie fungine. La coltivazione, dunque, è molto semplice e anche le persone non dotate di pollice verde possono ottenere piante vigorose e produttive. Un’accortezza che potrebbe aiutare la pianta è la pacciamatura, ovvero la sistemazione di materiale naturale alla base, con lo scopo di mantenere sempre il terreno leggermente umido evitando una troppo rapida evaporazione dell’umidità. Le irrigazioni non devono essere frequenti e durante la stagione piovosa è più che sufficiente l’apporto idrico naturale che viene dato dalle precipitazioni atmosferiche. In estate, nel caso in cui la stagionalità provochi periodi di prolungata siccità, si può intervenire con un’irrigazione di supporto, facendo attenzione a non creare ristagni idrici e senza esagerare con la quantità d’acqua. Se il clima fosse esageratamente rigido, invece, si può pensare in inverno di proteggere la pianta con una rete apposita da giardinaggio.

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