Malvarosa (Pelargonium Graveolens)

Il Pelargonium Graveolens Malvarosa, nome scientifico del geranio odoroso, appartiene alla famiglia delle Geraniacee. In Italia meridionale, soprattutto in Sicilia, dove è comunemente coltivato in orti e giardini, viene tradizionalmente chiamato “malvarosa” per le sfumature color malva presenti sulla sommità dei suoi fiori e per il caratteristico profumo di rosa sprigionato da essi.

Originario dell’Africa meridionale fu introdotto in Italia dai mercanti olandesi in occasione dei loro numerosi viaggi. Fu un botanico olandese, infatti, Johannes Burman, che, nel settecento, attribuì a questa pianta il nome di Pelargonium che, dal greco “pelargos” cioè cicogna, sta a ricordare la somiglianza di una parte del suo fiore al becco di questo uccello.

Il Pelargonium Graveolens viene coltivato in arbusti cespugliosi che possono raggiungere anche il metro e mezzo di altezza in cui, oltre ai delicati fiori, spiccano anche delle belle foglie di forma arrotondata, di colore verde chiaro, ruvide sulla pagina esterna e particolarmente odorose. Sulla superficie delle foglie sono presenti dei peli ghiandolari che contengono oli essenziali molto apprezzati in cosmesi e in cucina. Inoltre le foglie, soprattutto se strofinate sulla pelle, diffondono un tipico odore, repellente per zanzare ed altri insetti.

La fioritura, che avviene da Giugno ad Ottobre, dà luogo a fiori medio-piccoli, di colore rosa con vivaci striature color porpora.

I Pelargonium Graveolens “malvarosa”si differenziano da altre specie di Pelargonio per l’aromatica profumazione di rosa che effondono durante la fioritura. Inoltre, la sua fama di pianta ornamentale è accresciuta dalla sua estrema adattabilità a fioriere di ogni forma e dimensione, dalle classiche fioriere rettangolari per finestre e balconi, da cui ricadono in morbidi tralci colorati, alle ciotole basse e tondeggianti per adornare terrazze, ai cesti appesi per abbellire e profumare patii e gazebo. Nelle zone a clima temperato possono trovare collocazione anche in piena terra per bordure odorose e fiorite. 

Terreno Ideale per la Malvarosa

Il Pelargonium Graveolens necessita di terreni non calcarei, leggermente acidi, soffici e drenanti, solitamente viene utilizzato un substrato di sabbia e argilla, mista a terriccio di bosco. Da Aprile a Settembre occorre concimare ogni due settimane con fertilizzante organico liquido a base di potassio e microelementi da miscelare con l’acqua dell’innaffiatura. Il Pelargonium ama il sole e il clima mite, pertanto va posizionato in piena luce in un luogo assolato e riparato dalle correnti d’aria. Quando le temperature scendono è bene proteggerlo coprendolo con materiali appositi o ricoverandolo in casa o in piccole serre. Le innaffiature dovranno essere abbastanza frequenti in estate, in particolare se le piante sono esposte al sole pieno, ma bisogna essere molto attenti a non eccedere, mentre in autunno e in inverno devono essere decisamente contenute per non esporre la pianta al rischio di muffe o all’attacco di funghi. Il Pelargonium non necessita di potatura ma è bene “ripulire” la pianta dalle foglie secche che devono essere tagliate con forbici ben pulite e non staccate, per evitare “cicatrici” che predispongono ad infiltrazioni di organismi nocivi. I fiori appassiti devono essere tagliati alla base dello stelo per stimolare la pianta a produrne di nuovi.

Riproduzione della Malvarosa

La riproduzione del Pelargonium Graveolens può essere fatta per talea. Le talee apicali di circa 10 cm vengono prelevate tagliandole sotto un nodo e privandole di fiori, boccioli e foglie più basse. Le superfici del taglio vanno trattate con ormoni rizogeni e poi interrate in una miscela soffice di sabbia e torba. Vanno poi collocate in ombra ad una temperatura di 16 18 gradi e mantenute umide. Dopo circa 6 settimane le piantine che avranno radicato sono pronte per essere poste nel vaso con una composta di terriccio da giardino e trattate da pianta adulta

Pericoli e Malattie della Malvarosa

Annaffiature eccessive predispongono la pianta ad attacchi fungini che fanno marcire fusto e radici. Invece, i parassiti a cui sono maggiormente soggetti sono gli afidi che ne succhiano la linfa e disseccano le foglie, e la cocciniglia, sia quella bruna che quella cotonosa. Inoltre la pianta può essere infestata dagli acari e dal ragnetto rosso che provocano la caduta delle foglie. In questo caso si può provare ad intervenire sottoponendo la pianta a frequenti nebulizzazioni. Le foglie possono essere colpite dalla ruggine o dalla muffa grigia, la Botrytis cinerea che provoca grosse macchie scure su di esse. Un altro grande pericolo per questa pianta è rappresentato dall’annerimento del fusto provocato dallo sviluppo di batteri. Ognuno di questi problemi può essere combattuto con prodotti specifici esistenti in commercio.

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