Le Piante Acidofile

person Pubblicato da: Mario Cafaro list nella categoria: Rubrica del Giardiniere Data:

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Camelia e Azalea sono le acidofile più conosciute ed apprezzate. Tuttavia, in questa categoria botanica vengono inclusi anche ulteriori arbusti come le mimose, i mirtilli, le gardenie, le magnolie e molto altro. 

Alberi appartenenti alle acidofile sono l'abete rosso e bianco, il castagno e la sequoia, solo per citarne alcuni. Esistono anche erbacee e bulbose acidofile, quali calle, felci, lillà, gigli ecc., oltre ad alcune rampicanti come l'edera o il gelsomino. 

Le piante acidofile richiedono alcune cure, anche preventive, specialmente durante la stagione primaverile. All'occorrenza bisogna procedere con la concimazione, la potatura, senza mai dimenticare di prestare attenzione alla qualità e alle condizioni del terreno.

Piante acidofile: irrigazione

Piante e arbusti acidofili richiedono irrigazioni frequenti e generose. Specialmente quando la pianta attraversa le prime fasi dello sviluppo è buona regola evitare dannosi sbalzi idrici. 

Il terreno deve rimanere sempre umido, con assenza di pozzanghere e ristagni che potrebbero arrecare problemi alle radici e compromettere la sana crescita della pianta. 

L'acqua da usare per l'irrigazione non deve alterare i valori di PH, per questo è meglio preferirla dolce, impiegare quella piovana, distillata o prelevata dal condizionatore. In ogni caso è sconsigliato utilizzare acqua eccessivamente calcarea.

Le irrigazioni dovranno essere intensificate nel corso dei mesi più caldi oppure durante le fasi di fioritura della pianta. L'istallazione di un impianto di irrigazione programmabile può aiutare a mantenere un apporto idrico sempre costante, anche quando si è assenti durante le vacanze. 

Piante acidofile: potatura

Arbusti e alberi acidofili si potano preferibilmente durante l'inizio della primavera, meglio dopo la fioritura e comunque nella fase che precede la comparsa dei germogli. 

La potatura non richiede abilità particolari e può essere eseguita anche da chi ha poca esperienza con il giardinaggio. La prima cosa da fare consiste nell'eliminare i rami secchi, eccessivamente sottili o malati. 

Successivamente, osservando la chioma, vanno recisi quei rami che danno un aspetto disordinato. Importante è togliere i rami basali e accorciare quelli che tendono verso l'alto. 

Le piante più giovani richiedono potature intense. In questo caso bisogna rimuovere quella parte del ramo che si trova in corrispondenza con una gemma rivolta verso l'esterno della chioma.  

Quando la pianta acidofila presenta una vegetazione fitta e bassa, come nel caso dell'azalea, la potatura può essere efficacemente eseguita con il tagliasiepi. 

Durante la potatura si possono asportare fino a 30 centimetri di vegetazione che si è sviluppata in altezza. I tagli vanno sempre eseguiti in corrispondenza di una corona di gemme. 

Piante acidofile: cure

Coloro che decidono di coltivare con successo le piante acidofile dovranno costantemente controllare il livello del PH del terreno, evitando di mantenerlo più alto di 7, perché altrimenti la pianta non riuscirebbe ad assorbire i nutrimenti neecssari.

La misurazione del PH si può eseguire attraverso le cartine tornasole, ma anche in modo più preciso, usando l'apposito dispositivo chiamato PHmetro. Presso i negozi specializzati è anche possibile acquistare i kit di misurazione che includono specifici reagenti.

All'occorrenza il terreno deve essere arricchito con torba acida o guano, utili per abbassare il livello di PH e ristabilire le condizioni ottimali di cui necessita la pianta. 

Lungo la base della pianta o dell'arbusto bisogna eliminare eventuali vegetali infestanti che avrebbero l'effetto di sottrarre acqua e nutrimenti, elementi indispensabili per la fioritura delle acidofile. 

Piante acidofile: la concimazione

Si raccomanda di concimare le piante acidofile durante la stagione invernale, perché questo permetterà di ottenere fioriture rigogliose e generose. Il concime, tuttavia, può essere somministrato anche all'inizio del periodo primaverile. 

Quando la pianta acidofila viene coltivata in vaso è preferibile optare per un concime liquido, a base di azoto, potassio e fosforo, seguendo il dosaggio che per come riportato in etichetta. 

Una pianta acidofila coltivata in giardino, invece, predilige concimi comunque a base di azoto, potassio e fosforo, ma di tipo granulare. La formulazione di questi concimi include anche concertazioni di cornunghia o guano, che hanno effetti stabilizzanti per il PH del terreno.

Piante acidofile: possibili avversità

Il phytophthora cinnamomi è il principale parassita temuto dalle piante e arbusti acidofili, responsabile della putrefazione delle radici, oltre che del colletto. 

Le piante acidofile non devono essere messe a dimora in pieno sole, ma preferiscono esposizioni a mezz'ombra in contesti umidi. 

Quando le foglie ingialliscono o in caso di caduta dei fiori occorre intervenire correggendo la frequenza e la quantità delle irrigazioni.

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