Liriodendro (Liriodenron)

Il Liriodendron è un albero della famiglia delle Magnoliaceae originario del Nord America dove è ampiamente diffuso. Popola le foreste americane con esemplari maestosi che raggiungono una larghezza di 2 metri e 40 metri di altezza. Il nome è legato alla bellissima fioritura che lo caratterizza, dal greco léirion “giglio” e déndron “albero”. È conosciuto anche come Albero del Tulipano perché la specie tulipifera produce fiori molto grandi e appariscenti e dalla profumazione delicata.

Il colore varia dal giallo al verde con una parte centrale arancione, dalla forma a coppa che ricorda i tulipani.

L’amena fioritura e la ricca chioma composta da un fogliame verde brillante gli hanno fatto conquistare un meritato posto nei giardini e nei parchi di tutta Europa come pianta ornamentale. La fioritura è primaverile e lascia spazio a frutti a forma di pigna in estate.

È molto apprezzato anche per il legno, simile al pioppo, che è ampiamente impiegato nell’industria nautica per la sua resistenza ai parassiti e in falegnameria per costruire strumenti musicali. Gli indiani d’America utilizzavano il tronco degli esemplari più imponenti per costruire le canoe.

Terreno Ideale per il Liriodendro

Il Liriodendro può tollerare quasi tutti i tipi di terreno da quelli acidi a quelli alcalini purché siano drenati, ma preferisce un terreno umido dal pH moderatamente acido. Se messo a dimora in un comune terreno da giardino è consigliabile aggiungere del terriccio per piante acidofile.

Il Liriodendro necessita di spazio, è l’albero perfetto per parchi o giardini di grandi dimensioni, non è la pianta ideale per piccoli giardini. La longevità, le lunghissime radici e le dimensioni importanti, sono caratteristiche da tenere presenti quando si sceglie questa pianta. È un albero secolare, può vivere anche 400 anni, ciò gli consente di raggiungere altezze medie di circa 25-30 metri ma non mancano esemplari che superano abbondantemente queste dimensioni, in Italia è presente un esemplare maestoso di Liriodendro, nel parco di Villa Besana nella provincia di Lecco, che supera i 160 anni di età e i 50 metri di altezza. La propagazione radicale può diventare un pericolo per le tubature o i fabbricati, è meglio evitare di piantarla nelle vicinanze di abitazioni o muri perimetrali.

Clima Ideale per il Liriodendro

Predilige le zone poco ventose, soleggiate o semi-ombreggiate. Resiste alle intemperie, ai climi rigidi e alle basse temperature, tanto che è coltivato anche in Norvegia, mentre non tollera il clima afoso e le estati prolungate caratterizzate da un caldo estremo e persistente.

Coltivazione del Liriodendro

Le radici si sviluppano anche per decine di metri quindi questa pianta è in grado di procacciarsi autonomamente tutti i nutrienti necessari al suo sviluppo, tuttavia, è bene fertilizzarla periodicamente con un concime ricco di azoto un paio di volte all’anno, nel periodo primaverile e in quello autunnale. Ogni 2 o 3 anni è opportuno integrare con un concime organico maturo.

Soffre la siccità che, soprattutto negli esemplari giovani, può causare defogliazione, quindi in estate necessita di annaffiature frequenti e costanti. Negli altri periodi dell’anno è sufficiente l’acqua piovana.

La potatura va eseguita un paio di volte all’anno per assicurare le condizioni ottimali alla salute e al benessere della pianta. La prima potatura va effettuata in aprile, per eliminare i rami secchi, la seconda, preferibilmente nel mese di giugno, serve a sfoltire le parti interne della ricca chioma per agevolare la penetrazione dei raggi solari e garantire un’aerazione efficace.

È una pianta rustica che si difende bene dai funghi e dai parassiti, soprattutto i tarli. Può essere colpita da verticillosi, un fungo che si sviluppa alle alte temperature, attacca le radici e infesta l’intera pianta attraverso la linfa. I segnali più evidenti di verticillosi in atto è il colore delle foglie, che da verde brillante diventa giallo e poi marrone, fino al disseccamento.

La propagazione può avvenire per seme o per talea. Nel primo caso, dopo una vernalizzazione in frigo per un paio di settimane, i semi possono essere messi a germinare in un terriccio da semina e messi a dimora quando si saranno sviluppati in germogli. La moltiplicazione per talea consiste nel radicare rametti apicali di circa 20 centimetri in un terriccio misto di torba e sabbia, previo trattamento con un ormone radicante.

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